Osservatorio Credito: prestiti alle imprese lombarde ancora in calo, ma prosegue la diminuzione dei fallimenti

Osservatorio trimestrale Assolombarda - Cerved su credito e rischio delle imprese lombarde

Nell’ultimo trimestre del 2016 i prestiti alle imprese lombarde rilevati da Banca d’Italia segnano un nuovo punto di minimo storico: 230,5 miliardi di euro, dai 232,9 miliardi di euro del terzo trimestre 2016. Viene così annullata l’inversione di tendenza emersa nel secondo trimestre 2016. La variazione rispetto allo stesso periodo del 2015 è del -0,2%, mentre dall’inizio della crisi ad oggi i prestiti in Lombardia sono inferiori del -14,0%.

Nel confronto regionale, anche in Piemonte si inverte il recupero degli ultimi due trimestri: -2,9% il calo dei prestiti nel quarto trimestre 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015. Emilia Romagna e Veneto, dove i prestiti sono sempre stati in calo, segnalano tassi di diminuzione ancora consistenti seppure in leggera frenata (rispettivamente -3,3% e -5,1%).

La diminuzione dei prestiti nasconde dinamiche settoriali differenti: la Lombardia è l’unica regione a registrare a fine 2016 un aumento nel settore dei servizi (+3,4%), confermando il trend di ripresa iniziato nel secondo trimestre 2016. Le costruzioni, al contrario, confermano una situazione di forte diminuzione dei prestiti (-9,4% in Lombardia, il dato peggiore in Veneto con un -11,7%). Infine, i prestiti nell’industria si contraggono del -0,6% in Lombardia, mentre in Veneto e Piemonte evidenziano un calo ancora rilevante (rispettivamente -6,7% e -4,4%).

Le sofferenze lorde delle imprese lombarde, anch’esse rilevate da Banca d’Italia , raggiungono a fine 2016 la cifra record di 32,8 miliardi di euro (+3,6% rispetto al quarto trimestre 2015), un valore sempre più distante dai 5,6 miliardi di euro del 2008 e che incide sempre di più sul totale impieghi (14,2%).

In termini di flusso, il tasso di ingresso in sofferenza è tornato a salire in Lombardia: le sofferenze sono pari al 3,0% dei finanziamenti, percentuale superiore al 2,8% del terzo trimestre 2016, ma ancora inferiore al 3,3% dello stesso trimestre dell’anno precedente. Solo il Piemonte presenta un tasso inferiore (2,0% dei finanziamenti).

Notizie positive si rilevano sul fronte fallimenti: in Lombardia, nel 2016 si conferma il calo iniziato nel 2015, con 2.841 nuove procedure avviate nell’anno, in discesa del -8,0% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso, emerge un andamento più virtuoso nei servizi, dove la diminuzione è del -11,2% rispetto al 2015.

Con il protrarsi della crisi economica, la Lombardia ha visto un significativo processo di ristrutturazione dell’economia: considerando i fallimenti, le altre procedure concorsuali e le liquidazioni, tra il 2008 e il 2016 la Lombardia ha perso 169.946 mila imprese, di cui l’84% dopo una liquidazione volontaria.

Le imprese sopravvissute alla crisi continuano a rafforzarsi e ad evidenziare profili più robusti. Secondo il Cerved Group Score, un indice che sintetizza la probabilità di default delle imprese, a dicembre 2016 il tessuto produttivo lombardo risulta più solido rispetto all’anno precedente, con una quota di imprese in area di sicurezza o di solvibilità che sale al 55,9% (0,8 punti percentuali in più rispetto a dicembre 2015). In parallelo, tuttavia, si accentua la polarizzazione nella distribuzione del rischio: la quota di imprese in area di sicurezza sale al 16,7% (1,8 p.p. in più rispetto a dicembre 2015), quella di imprese in area di rischio al pari al 13,8% (1 p.p. in più su base annua). Le imprese lombarde risultano più solide rispetto a Emilia Romagna e Piemonte, ma leggermente meno del Veneto.