Osservatorio Credito: tornano a calare i prestiti alle imprese lombarde

Nel terzo trimestre 2016 tornano a calare i prestiti alle imprese lombarde: 232,9 miliardi di euro, dai 235,2 del secondo trimestre. La variazione rispetto allo stesso periodo del 2015 è del -0,4%, dal -0,1% registrato nel secondo trimestre 2016. Dall’inizio della crisi il calo complessivo dei prestiti in Lombardia supera il -13%. 

Il flusso di nuove sofferenze è in calo in Lombardia anche nel terzo trimestre 2016: 2,9% dei finanziamenti, in costante riduzione dal picco del 3,7% del primo trimestre 2014. Solo il Piemonte presenta un dato migliore in termini di flussi (2,2% dei finanziamenti). In termini assoluti, lo stock di sofferenze lorde continua invece a salire in Lombardia, arrivando a 32,2 miliardi (circa sei volte il dato del 2008), e tocca nuovamente il punto di massimo del 13,8% degli impieghi. La percentuale si conferma comunque la più bassa nel confronto regionale.

I fallimenti in Lombardia continuano a calare anche nei primi nove mesi del 2016: 2.116 le nuove procedure avviate tra gennaio e settembre, in discesa del -5,4% rispetto ai primi nove mesi del 2015. Su un orizzonte di più lungo periodo, il numero di fallimenti rimane elevato, più del doppio rispetto ai primi nove mesi del 2008 (1.014).

La crisi economica ha generato un significativo processo di ristrutturazione dell’economia: considerando i fallimenti, le altre procedure concorsuali e le liquidazioni, tra il 2008 e i primi nove mesi del 2016 si sono perse in Lombardia circa 163 mila imprese, di cui l’84% costituito da liquidazioni volontarie.

Le imprese sopravvissute alla crisi continuano a rafforzarsi e ad evidenziare profili più robusti e con una minore rischiosità. Secondo il Cerved Group Score, un indice che sintetizza la probabilità di default delle imprese, a dicembre 2016 il tessuto produttivo lombardo risulta più solido rispetto all’anno precedente, con una quota di imprese in area di sicurezza o di solvibilità che sale al 55,9% (0,8 punti percentuali in più rispetto a dicembre 2015). In parallelo, tuttavia, si accentua la polarizzazione nella distribuzione del rischio: la quota di imprese in area di sicurezza sale al 16,7% (1,8 p.p. in più rispetto a dicembre 2015), quella di imprese in area di rischio al pari al 13,8% (1 p.p. in più su base annua). Le imprese lombarde risultano più solide rispetto a Emilia Romagna e Piemonte, ma leggermente meno del Veneto.