Booklet Smart City 2019

La smartness di Milano nel confronto europeo.

In sintesi

Il Booklet Smart City nasce da una collaborazione di Assolombarda con EY, al fine di analizzare e misurare un fenomeno in forte espansione e di estrema rilevanza per le realtà urbane: la Smart City.

Che cosa si intende quando si parla di «smart city»? Di una città tecnologicamente avanzata, ma non solo. Da policy verticale intesa prettamente come digitalizzazione, la smartness è infatti sempre più sinonimo di una vera e propria intelligenza nel pianificare il futuro della città per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. In altre parole, l’idea non è creare quasi dal nulla città intelligenti nel senso di tecnologiche, ma piuttosto coltivare l’intelligenza diffusa di città esistenti, coinvolgendo e integrando le competenze e i bisogni di cittadini, imprese, istituzioni e mondo accademico, cogliendo e rispettando l’identità profonda della città. Ne segue come la smartness assuma contorni differenti a seconda delle singole città, delle loro esigenze e della loro vision per il futuro.

Giunto alla sua seconda edizione, il Booklet Smart City si inserisce in questo contesto con l’obiettivo di monitorare da un punto di vista quantitativo come Milano interpreta e realizza la smartness urbana, confrontando la realtà lombarda con le altre 4 città capoluogo delle regioni manifatturiere maggiormente produttive a livello europeo, simili per ruolo e vocazione economica: Barcellona (Cataluña), Lione (Rhône-Alpes), Monaco (Bayern) e Stoccarda (Baden-Württemberg).

I punti di forza e debolezza per ogni città (pp. 8-12) vengono riassunti secondo il modello architetturale utilizzato per l’analisi e illustrato a p. 13 e seguenti. Tale sintesi grafica evidenzia in particolare i cambiamenti rispetto all’edizione precedente e gli elementi che contraddistinguono in modo chiaro ciascuna realtà urbana. Nella lettura è opportuno considerare che la smart city è un oggetto dalla continua, ma non necessariamente lineare e graduale, evoluzione in quanto influenzata non solo dall’innovazione tecnologica, ma anche dalle priorità politiche.

Nel complesso, risulta chiaro come Milano non sia una città smart e innovativa esclusivamente nel panorama nazionale (dove risulta eccellenza e leader secondo l’analisi dello Smart City Index 2018). Il capoluogo lombardo continua infatti a essere ben posizionato anche rispetto ai benchmark europei, mostrandosi capace di rinnovarsi e provare soluzioni urbane innovative, tenendo il passo con Barcellona, considerata uno dei modelli internazionali per la smartness.

Al pari di quanto accade nelle più avanzate realtà urbane, anche a Milano la sostenibilità è sempre più pensata in chiave smart con crescenti investimenti sulle infrastrutture tecnologiche, sulla smart mobility e sulla capillarità della smart energy. Sono chiari in particolare i punti di forza della città nelle telecomunicazioni (non solo la broadband, ma anche la copertura del wi-fi pubblico è stata potenziata) e nelle forme di mobilità alternativa, soprattutto sharing.

Grazie alla presenza chiara di una multi-utility, Milano si distingue per l’elevato potenziale nell’integrare le reti e dunque nello sfruttare in modo sinergico la sensoristica (già diffusa soprattutto per il monitoraggio delle reti energetiche). In questo contesto, è utile sottolineare l’impegno di Milano nel migliorare la gestione dei dati raccolti ai fini di policy, servizi e trasparenza rispetto ai cittadini. A riprova di ciò, la città ha istituito la figura del Chief Data Officer e si è dotata di una nuova «data strategy». Inoltre, pur rimanendo basso rispetto ai benchmark, il numero di dataset pubblicati è cresciuto, come anche l’utilizzo di piattaforme di integrazione dei dati multisettoriali, in primis attraverso E015.

A livello fruizione e valutazione dei servizi da parte degli utenti, Milano è ben posizionata e si confronta principalmente con Barcellona. Il capoluogo lombardo rende disponibili in digitale un buon ventaglio di servizi, che ricevono un buon apprezzamento dagli utenti (in particolare la app della città e i servizi di pagamento online). Inoltre, i social network apprezzano in generale il Comune di Milano, ma dovrebbero forse essere potenziati come canale di comunicazione (sebbene ottenga un buon punteggio, per numero di follower Milano ha ancora dei passi da compiere rispetto a Monaco e Barcellona).

Nel confronto europeo resta invece debole lo smart environment, in particolare con riferimento alla dotazione di aree verdi e alla qualità dell’aria, mentre per raccolta differenziata Milano è seconda solo a Monaco.

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