Nota metodologica

L’Osservatorio rileva le aliquote degli Oneri di Urbanizzazione, della IUC (IMU, TASI, e TARI) e dell’Addizionale Irpef di 250 comuni della Città Metropolitana di Milano e delle province di Lodi e Monza e Brianza.

La rilevazione è stata avviata nel 2013, sperimentando e raffinando negli anni la metodologia con i dati dei principali 100 Comuni dei territori di competenza di Assolombarda, selezionati in base alla consistenza di due indicatori: presenza sul territorio di almeno 2.500 addetti (Censimento Istat 2011) o di almeno 13 imprese associate ad Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza. Per questi comuni è disponibile la serie storica dei valori dal 2012 e l’andamento della pressione fiscale complessiva.

La rappresentatività dei 100 comuni selezionati è significativa sia rispetto al totale delle associate che al numero complessivo di imprese (anche non associate) presenti: a fronte di una copertura del 40% del numero di Comuni dei territori considerati, in quelli selezionati risiede oltre l’80% della popolazione totale, sono localizzate circa il 90% delle imprese associate e delle unità locali operanti.

Per ciascun Comune sono state reperite le aliquote in vigore nell’anno di riferimento per l’IMU, la TASI, la TARI, l’Addizionale IRPEF e le tariffe degli Oneri di Urbanizzazione. L’Addizionale Irpef non ha alcun impatto diretto sulle imprese, ma soltanto sulle persone fisiche; ciononostante è stata inclusa nell’analisi in considerazione del suo impatto diretto sui dipendenti delle aziende che sono sul territorio, fattore di attrattività considerato nelle decisioni di localizzazione.

Per confrontare il peso dell’imposizione fiscale nei singoli Comuni sono state ipotizzate due “imprese tipo” proprietarie di un capannone industriale e di un ufficio, localizzati in contesti territoriali analoghi, e sono stati calcolati i valori di ciascun tributo che queste aziende avrebbero dovuto pagare nei diversi anni. Per ogni singola imposta è stata fatta una graduatoria dei Comuni, partendo da quello con maggiore onere tributario per arrivare a quello più virtuoso.

Per definire le “imprese tipo” sono state ipotizzate alcune caratteristiche necessarie per determinare le rendite catastali ai fini del calcolo dell’IMU e della TASI:

1. Capannone industriale (categoria D7) localizzato in una zona periferica del Comune:

  • area complessiva di 10.000 mq,
  • superficie costruito di 5.000 mq,
  • anno di costruzione 1985,
  • altezza del capannone di 7 m,
  • presenza di carroponte,
  • pavimentazione dei parcheggi di 250 mq,
  • resto della pavimentazione 2.000 mq,
  • recinzione di 400 m.

 

2. Ufficio (categoria A10) in palazzina localizzata in una zona semicentrale del Comune:

  • superficie 500 mq,
  • classe catastale 2°,
  • anno di costruzione 1995,
  • vani 20.

E’ stato, inoltre, ipotizzato, che il capannone industriale tipo produca rifiuti assimilati agli urbani per il calcolo della TARI.
Il calcolo dell’Addizionale IRPEF è stato eseguito ipotizzando un contribuente medio con 30 mila euro di reddito.
Per ottenere una classifica complessiva, sono state aggregate le somme da pagare per tutti i tributi arrivando, così, all’imposizione fiscale per le imprese che vogliono localizzarsi con un immobile di nuova costruzione (che comprende anche gli oneri di urbanizzazione) e per le imprese che sono già operanti sul territorio (che esclude, quindi, gli oneri di urbanizzazione).

I dati sono stati elaborati con le informazioni disponibili al 31 dicembre di ciascun anno della rilevazione