Booklet Economia: a inizio 2019 si accentua il rallentamento della produzione manifatturiera lombarda

L'andamento economico della Lombardia nel confronto nazionale ed europeo.

La sicurezza sul lavoro in Lombardia

Secondo i primi dati del secondo trimestre 2019, relativi al mese di aprile, prosegue il calo del trend degli infortuni denunciati in Lombardia già evidenziato nei primi tre mesi dell’anno: quelli «in occasione di lavoro» registrano addirittura una inversione di tendenza (-1,8% rispetto ad aprile 2018), mentre il calo degli «infortuni in itinere» nell’industria raggiunge il -5,5%. Per una conferma di queste tendenze è tuttavia necessario aspettare i dati dei prossimi mesi.

IN SINTESI - L’andamento economico della Lombardia rispetto ai benchmark

Dopo il rallentamento del 2018, l’attività economica in Lombardia prosegue debole anche nella prima parte del 2019. Il raffreddamento del quadro congiunturale è evidente nei dati riferiti alla produzione manifatturiera che, tra gennaio e marzo, continua a crescere ma a un ritmo smorzato: +0,4% rispetto al quarto trimestre 2018 (quando aveva registrato un più elevato +0,9%); +0,9% su base annua (dopo aver sperimentato tassi prossimi al 2% nella seconda metà del 2018 e al 4% nella prima metà). Anche a livello europeo nella seconda metà del 2018 si è registrato un indebolimento dell’attività produttiva, ma la dinamica a inizio 2019 è più vivace, con la Cataluña che aumenta la produzione del +3,5% rispetto al quarto trimestre 2018 e il Baden-Württemberg del +2,0%. In Italia, la produzione si rialza (+0,9%), dopo però quattro trimestri consecutivi in contrazione.

Rispetto al pre crisi, l’indice della produzione manifatturiera lombarda rimane, pur di poco, sotto i livelli 2007 (-0,9%); nella media nazionale il divario è ancora ben ampio (-18,3%), così come in Cataluña (-12,6%); il Baden-Württemberg, invece, allunga il passo sopra il picco (+7,0%).

Più in dettaglio, nella prima parte del 2019 in Lombardia soffrono in particolar modo le imprese di minori dimensioni, leggermente le grandi, mentre avanzano ulteriormente le medie: per le piccole aziende si allarga quindi il gap, già consistente, rispetto al pre crisi (-11,6%); per le medie (+1,4%) e soprattutto le grandi (+10,6%) i livelli si mantengono invece sopra i massimi del 2007.  Tra i settori manifatturieri ancora in crescita a inizio 2019 emergono i minerali non metalliferi (+8,3% rispetto a fine 2018), la chimica (+2,4%), la meccanica (+1,8%) e l’alimentare (+1,2%); tra quelli con maggiori criticità, i mezzi di trasporto (-3,2%) e il tessile (-2,9%). A livello di province, Lecco, Mantova, Cremona e Sondrio sono quelle a maggior crescita, con anche Lodi, Milano e Pavia ben sopra la media regionale. Brescia, Varese e Como risultano, invece, in contrazione.

In questo quadro di rallentamento, qualche segnale positivo per i prossimi mesi emerge dalla fiducia degli imprenditori, che rimbalza dopo alcuni mesi di flessione grazie ad aspettative sia di produzione sia di ordini in rialzo. Ma restano importanti rischi al ribasso di natura geo-politica, sul quadro internazionale, e di incertezza, sul fronte nazionale.

In particolare, la fiducia delle imprese manifatturiere del Nord-Ovest risale a maggio 2019, ma continua ad attestarsi al di sotto della media dell’ultimo anno. Tra le componenti, gli ordini sono in aumento dopo sei mesi consecutivi di riduzione, grazie a un lieve miglioramento della dimensione estera a fronte di una stazionarietà di quella interna. Le aspettative di produzione per i prossimi tre-quattro mesi si riportano su saldo positivo, mentre le scorte di prodotti finiti nei magazzini sono in ulteriore accumulo.

La fiducia delle imprese manifatturiere cresce a maggio anche nei principali Paesi europei, fatta eccezione per la Germania dove l’indice è stabile sui minimi dall’estate 2013. In Italia la fiducia (che pur rimane su valori negativi) torna ad aumentare dopo sette mesi di continua e pesante discesa, per effetto di un miglioramento di tutte le componenti (in particolare, crescono le attese di produzione a breve).

Tra i consumatori, la fiducia nel Nord-Ovest è invece stabile a maggio per il terzo mese consecutivo, ma si conferma inferiore alla media elevata raggiunta tra l’autunno 2017 e la primavera 2018. Tra le componenti, si evidenzia il peggioramento del clima futuro riferito alla situazione economica del territorio e a quella familiare. Al contrario, in Italia l’indice torna ad aumentare a maggio dopo tre mesi di continui cali, mantenendosi comunque su un livello più basso rispetto a quello medio registrato nell’ultimo anno.