Esportare la dolce vita - Il potenziale di mercato per il bello e ben fatto italiano nei mercati avanzati

Rapporto Confindustria e Prometeia.

In sintesi

Il Centro Studi di Confindustria e Prometeia hanno presentato l’ottava edizione del rapporto Esportare la dolce vita, che quest’anno si focalizza sui mercati avanzati, in particolare gli USA.

All'origine del successo del bello e ben fatto (BBF) italiano si distinguono tre asset fondamentali: il patrimonio culturale, il paesaggio e la vocazione manifatturiera; la creatività e il talento sono la materia prima delle imprese italiane del BBF e sono un tratto identitario dell’Italia e della sua popolazione.

Il report riporta le previsioni di crescita delle esportazioni di prodotti BBF nei mercati avanzati al 2022 secondo uno scenario base (per il quale si ipotizza che le quoti di mercato dell’Italia rimangono invariate) e uno più ambizioso (ottenuto applicando all'Italia, in ogni settore del BBF, lo stesso guadagno di quota registrato nei primi sette mercati avanzati dal paese che ha avuto la migliore performance durante il periodo 2011-2015).

Lo scenario base ipotizza che nel 2022 i 31 mercati avanzati1 analizzati importeranno dall'Italia 70 miliardi di euro di prodotti BBF, rispetto ai 59 del 2016 (una crescita del 20%). Lo scenario più ambizioso prevede una crescita del 31% con un valore dell’import pari a 76,9 miliardi.

Tra i mercati avanzati, gli USA rivestono un ruolo di spicco: i turisti statunitensi mostrano una chiara predilezione verso l’Italia e, tra i paesi di provenienza dei visitatori alto-spendenti, generano il più alto valore di acquisti (4,5 miliardi nel 2015). Ed è anche grazie alla spinta del turismo internazionale che, con quasi 13 miliardi di importazioni dall'Italia nel 2022, gli USA continueranno a rappresentare il primo mercato per i prodotti del BBF tra i paesi avanzati.

I settori del BBF

I settori del BBF analizzati sono:

1 - i settori del BBF

Le previsioni secondo lo scenario base mostrano margini di crescita per tutti i settori del BBF:

2 - previsioni per settore

Opportunità e sfide nel mercato USA

Tra i fattori che rendono attrattivo il mercato USA per le esportazioni di prodotti italiani BBF si ritrova la predisposizione agli acquisti di qualità del consumatore americano. Infatti, con oltre 50mila euro di PIL pro-capite, 37mila euro di reddito disponibile per consumatore2 e un ceto medio di oltre 220 milioni di persone, gli Stati Uniti sono il mercato con il maggiore potere d’acquisto tra gli avanzati.
Di contro, nell’ipotesi che i dazi medi pagati dalle imprese italiane tornino ai livelli del 1989, le importazioni degli USA dall’Italia risulterebbero di 1,4 miliardi inferiori allo scenario base e il settore più colpito sarebbe l’alimentare, con una perdita di oltre 500 milioni rispetto alle previsioni.

L’E-commerce per il BBF

I canali digitali stanno diventando un fattore strategico per l’esportazione dei prodotti del BBF in tutto il mondo. Negli USA, in particolare, l’accesso all’e-commerce è facilitato da un fattore demografico: infatti, i millenials (oggi tra i 15 e i 35 anni) e i post millenials (oggi meno di 15 anni) hanno una forte vocazione digitale e rappresenteranno tra 10 anni quasi il 40% degli americani. Secondo le stime dell’E-commerce Foundation, già oggi gli USA rappresentano il secondo mercato sia in termini assoluti (oltre 500 miliardi di euro di B2C, subito dopo la Cina) sia in termini di propensione (3.100 euro per abitante, subito dopo il Regno Unito).

Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Irlanda, Israele, Lettonia, Lituania, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Rep. Ceca, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sud Corea, Svezia, Svizzera, Taiwan, Ungheria.

Rappresenta una misura con cui si stima quanto del reddito lordo è effettivamente destinabile al consumo al netto di tasse e contributi sociali.

 

In allegato la premessa del volume.

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