Tiziana Albanese, ingegnere, Direttore Technical and Production del Gruppo San Pellegrino

Tiziana Albanese, ingegnere, 46 anni, Direttore Technical and Production degli stabilimenti italiani del Gruppo San Pellegrino, dove vengono imbottigliate le acque minerali S.Pellegrino, Levissima, Acqua Panna e Nestlé Vera e prodotti bibite e aperitivi.

Qual è stato il suo percorso di studi? Come è arrivata alla laurea in ingegneria e poi a diventare la prima donna nel Gruppo San Pellegrino ad avere la responsabilità̀ di tutti i 7 siti produttivi? 

Ho conseguito la laurea in Ingegneria Chimica a Padova e successivamente il diploma MBA in SDA Bocconi. Mi sono dedicata per alcuni anni alla progettazione di impianti chimici nel gruppo Montedison per dedicarmi poi alla consulenza strategica in Bain&Co dopo l’MBA. Sono entrata in Sanpellegrino nel 2006 dove ho ricoperto vari ruoli tra cui la direzione degli stabilimenti Levissima e San Pellegrino Terme. Dopo un’esperienza di 2 anni in Svizzera, in cui mi sono occupata di organizzazione industriale, ho assunto l’incarico attuale.

Quando era piccola cosa sognava di fare da grande? E’ sempre stata portata per le materie STEM?

In realtà no. Ho frequentato il liceo classico perché ho ugualmente una grande passione per le materie umanistiche. All’ultimo anno del liceo, la scelta di ingegneria è maturata all’improvviso perché ero rimasta colpita dall’intervento di un ingegnere durante un incontro di orientamento della mia scuola. Ritengo che la preparazione umanistica e successivamente quella economica avuta con l’MBA siano stati elementi importanti della mia formazione, assieme alla laurea scientifica. Il mio lavoro, infatti, richiede molta interdisciplinarietà.

La sua famiglia l’ha sostenuta nella scelta?

La mia famiglia mi ha sempre lasciato assoluta libertà nelle scelte.

Ci sono barriere secondo lei che generano discriminazione nei confronti delle donne che vogliono entrare o avanzare nelle carriere scientifiche? Nel suo percorso lavorativo, ha mai incontrato difficoltà?

Concordo pienamente con il percorso di carriera tradizionalmente previsto per diventare Direttore Tecnico. Ruoli con responsabilità su prodotto, personale e budget, come la direzione di fabbrica per esempio, sono fondamentali per sviluppare l’intero set di competenze necessarie per essere considerati per incarichi più avanzati. Questi compiti, tuttavia, comportano sfide significative per le donne in termini di sede lavorativa e flessibilità di orari di lavoro. Anch’io ho dovuto affrontare queste sfide, cambiando più volte sede di lavoro con dei figli ancora piccoli.

A suo parere, l’Italia sta facendo abbastanza per orientare le giovani donne a studi STEM? Cosa bisognerebbe fare per migliorare le cose?

Il nostro Paese ha fatto molti passi in avanti, ma molti ne restano ancora da fare a cominciare dall’’orientamento scolastico. La parità di genere negli studi e professioni STEM è importante perché le donne rappresentano il 50% del talento disponibile. Non si tratta di sviluppare e promuovere le donne, ma di sviluppare e promuovere i migliori talenti.

Quale consiglio si sente di dare alle ragazze che amano le materie STEM e vorrebbero intraprendere questa strada?

Di farlo con passione. Il talento non ha genere.

Azioni sul documento