IVA – Chiarimenti ministeriali concernenti la comunicazione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute (c.d. “Spesometro” opzionale ed obbligatorio)

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Pubblicata sul sito dell'Agenzia delle Entrate una circolare a commento dei nuovi adempimenti comunicativi IVA del 2017.

L’Agenzia delle Entrate con una circolare1 fornisce i primi chiarimenti interpretativi sulla comunicazione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute, sia nella versione obbligatoria che in quella facoltativa.

Premessa

La Legge delega 20142 per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita, prevede come obbiettivo di incentivare, mediante la riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili in capo ai contribuenti, l'utilizzo della fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi.

A tal fine, è stata introdotta la possibilità per i soggetti passivi di optare (con riguardo alle operazioni effettuate dal 1°gennaio 2017) per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati di tutte le fatture emesse e ricevute e delle relative note di variazione3.

La trasmissione telematica delle fatture può essere evitata limitatamente alle fatture elettroniche trasmesse o ricevute mediante il Sistema di Interscambio (SdI).
In pratica i dati relativi alle fatture che transiteranno dal Sistema di Interscambio saranno, automaticamente acquisiti dall’Agenzia delle Entrate (senza obbligo di ulteriori comunicazioni da parte del contribuente).
Ovviamente, qualora non tutte le fatture emesse e ricevute transitino tramite il Sistema di Interscambio, il contribuente che ha esercitato l'opzione, dovrà provvedere ad inviare telematicamente i dati relativi alle altre fatture - o anche i dati relativi a tutte le fatture se ciò risultasse più agevole (ad esempio, perché i dati vengono “estrapolati” dal software di registrazione delle fatture e non dal SdI medesimo).

A regime, l’opzione deve essere esercitata entro il 31 dicembre dell’anno precedente e ha effetto per l’anno solare in cui ha inizio la trasmissione telematica dei dati e per i quattro anni solari successivi. Al termine di tale periodo, se non revocata, l’opzione si estende di quinquennio in quinquennio. Per i soggetti che iniziano l’attività in corso d’anno e che intendono esercitare l’opzione sin dal primo giorno di attività, l’opzione ha effetto dall’anno solare in cui viene esercitata.

Per l’anno 2017 - primo anno di attuazione della disposizione in esame - l’opzione può essere esercitata, utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, fino al 31 marzo 2017.
L'opzione può essere esercitata dal contribuente o da un intermediario delegato, tramite un apposito servizio on-line presente sul sito dell'Agenzia delle entrate nell'area "Fatture e corrispettivi".
Una volta esercitata l’opzione, il contribuente (o il suo intermediario) può compilare e inviare i dati delle fatture attraverso una procedura gratuita, disponibile sul sito dell’Agenzia oppure, in alternativa, utilizzando specifici software di mercato.

Lo scorso 28 ottobre, è stato emanato il provvedimento4 del direttore dell’Agenzia, con cui sono state rese note con riferimento al nuovo adempimento opzionale:
- le regole per la trasmissione telematica (termini, modalità, formato e canale);
- le informazioni da inviare con le relative specifiche tecniche;
- la relativa rappresentazione tabellare.

Per quanto riguarda i termini entro i quali deve essere effettuata la trasmissione, l’Agenzia delle Entrate nel comunicato stampa a commento della circolare in oggetto, chiarisce che i termini di trasmissione dei dati delle fatture sarà identico tanto per chi eserciterà l’opzione quanto per chi non lo farà. L’Amministrazione finanziaria, infatti, adeguerà i termini dello “Spesometro” opzionale a quelli fissati per lo “Spesometro” obbligatorio; ciò anche nel caso in cui le comunicazioni dovessero essere modificate.

Si ricorda che per l’anno 2017, la prima comunicazione obbligatoria dei dati delle fatture avrà carattere semestrale. Attualmente la prima scadenza è fissata per il 25 luglio 2017, ma potrebbe slittare al 18 settembre 2017 in seguito ad un emendamento presentato alla legge di conversione del decreto legge Milleproroghe5 il cui testo dovrebbe essere approvato e pubblicato in Gazzetta a breve. In pratica in seguito a tale futura modifica per l’anno 2017 sia lo “Spesometro” opzionale che quello obbligatorio dovrebbero essere comunicati con periodicità semestrale (entro il 18 settembre 2017per il primo semestre ed entro il 28 febbraio 2018 per il secondo semestre).

Regole di compilazione dello Spesometro e casi particolari

Nella Circolare vengono forniti i primi chiarimenti sui dati da riportare nella comunicazione e sulla modalità di compilazione della stessa. Il documento di prassi ribadisce anche che i chiarimenti forniti riguardano anche lo “Spesometro” obbligatorio il cui tracciato sarà praticamente identico a quello del medesimo obbligo di natura opzionale.

Ciò che emerge con chiarezza dalla circolare è il fatto che l’obbligo di comunicazione riguarda i dati relativi ad ogni singola fattura emessa, indipendentemente dalle modalità di registrazione e a prescindere dal fatto che la fattura sia stata registrata nel registro vendite piuttosto che in quello dei corrispettivi.
Di conseguenza, devono essere comunicate anche le fatture attive e passive di importo inferiore a 300 euro, indipendentemente dal fatto che per esse sia stato emesso un documento riepilogativo su base mensile.
Viceversa, non dovranno essere comunicati i dati contenuti in documenti diversi da fatture e note di variazione, quali a titolo di esempio: schede carburante, ricevute fiscali, scontrini, estratti conto e più in generale tutte note di debito o credito escluse dal campo di applicazione IVA.

Oltre ai dati del fornitore e del cliente, del numero e della data della fattura, la comunicazione prevede l’inserimento del valore dell’IVA ovvero, in caso di operazioni non riportanti l’addebito di IVA (in quanto ad esempio le fatture si riferiscono ad operazioni esenti, non imponibili, non soggette, in regime di “reverse charge”, in regime del margine ecc.), in luogo dell’indicazione dell’imposta, una specifica causale (da N1 a N7) finalizzata a codificare la natura dell’operazione.
Tali causali sono identiche a quelle già previste per l'emissione della fattura elettronica nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni.

Per le fatture ricevute, il campo “Natura” può essere valorizzato con le medesime codifiche indicate per le fatture emesse, con l’unica differenza che, nel caso in cui la fattura ricevuta riporti l’annotazione “inversione contabile (reverse charge)”, oltre a riportare nel campo “Natura” la codifica “N6” vanno anche obbligatoriamente valorizzati i campi “Imposta” ed “Aliquota”.

Tale modalità di compilazione riguarda ad esempio gli acquisti intracomunitari di beni e di servizi, le autofatture emesse per servizi resi da soggetti IVA extracomunitari e tutti gli acquisti di beni e di servizi oggetto di “reverse charge” domestico (es.: acquisto di rottami, tablet PC, cellulari, microprocessori, subappalti nel settore edile, fabbricati, ecc.). Tali autofatture tra l’altro vanno indicate solo tra quelle ricevute e mai anche nel file delle fatture emesse.

Tabella campo “Natura” 

Tipologia di operazione Causale campo natura 
Escluse N1 – escluse (es. ex artt. 2, 3, 5, 13,15, del DPR n. 633/72)
Non soggette  N2 – non soggette (es. ex art.7-bis, 7-ter, 7-quater, 7- quinquies, ecc. del DPR n. 633/72)
Non imponibili  N3 – non imponibile (es. ex artt.8, 8-bis, 9, 71, 72, del DPR n. 633/72 e artt.41 e 58 del D.L. n. 331/793)
Esenti   N4– esente (ex art.10 del DPR n.633/72)
Soggette al regime del margine N5 – regime del margine per i beni usati /editoria/ agenzie di viaggio e turismo
Soggette a inversione contabile/reverse charge N6 – inversione contabile (“reverse charge”) (es. ex art.74 commi 7 e 8, art.17, commi 2 e 6 del DPR n. 633/72, artt.38 e 40 del D.L. n. 331/93) 
Soggette a modalità speciali di
determinazione/assolvimento dell’Iva
N7 – IVA assolta in altro Stato UE (vendite a distanza sopra la soglia, commercio elettronico diretto verso privati)

Con riguardo al dato da inserire nel tracciato del file relativo al numero della fattura, l’Agenzia precisa che il relativo campo deve essere sempre valorizzato. Tuttavia per le fatture ricevute, poiché il numero riportato nella fattura che si è ricevuta non deve essere obbligatoriamente annotato nel registro degli acquisti, il contribuente che non avesse a disposizione tale dato deve - in luogo di esso - valorizzare il campo del tracciato con il valore "0".

Vengono inoltre fornite utili precisazione relative alla compilazione dei campi “detraibile” (valore percentuale di detraibilità se gli importi si riferiscono a spese detraibili) e “deducibile” (indica se gli importi si riferiscono a spese deducibili ai fini di imposte diverse dall'Iva). L’Agenzia a tale proposito precisa che tale dato la cui indicazione è facoltativa è riferito all'eventuale deducibilità o detraibilità del costo ai fini delle imposte sui redditi in capo al soggetto acquirente persona fisica privata. A titolo di esempio, qualora la fattura sia emessa da una impresa edile nei confronti di un cliente privato in relazione a lavori di ristrutturazione edilizia, il 50% del costo riportato nel documento potrebbe essere portato in detrazione dei redditi del cliente: in tal caso, l'informazione - se disponibile - potrebbe essere riportata nell'apposito campo della comunicazione.

Ulteriori chiarimenti vengono, infine, forniti per la corretta compilazione dei tracciati del file con riferimento:

  • ai campi “Stabile organizzazione” e “Rappresentante fiscale”; 
  • ai dati relativi alle importazioni (bollette doganali);

Con riferimento alla compilazione dei campi "Stabile organizzazione" e "Rappresentante fiscale", i dati relativi alla stabile organizzazione o al rappresentante fiscale devono essere inseriti nel solo caso in cui questi siano presenti (e quindi riportati in fattura). In questi casi vanno obbligatoriamente compilati per la stabile organizzazione i campi: Indirizzo, CAP, Comune e Nazione, per il rappresentante fiscale i campi: IdPaese, IdCodice (codice ISO: IT seguito dal numero di partita IVA). La compilazione di tutti gli altri campi è invece facoltativa.

Con riferimento invece alla compilazione dei dati relativi alle importazioni (bollette doganali), viene precisato che nel caso in cui non siano presenti nella bolletta doganale i dati del fornitore estero, si devono indicare i dati dell'Ufficio doganale presso il quale è stata emessa la bolletta.
Il chiarimento è importante in quanto nel tracciato del file delle fatture passive non è presente un campo specifico dove indicare come fornitore la dogana di importazione presso la quale è stata sdoganata la merce.

Chiarimenti relativi allo “spesometro”

Nella circolare l’Agenzia fornisce utili chiarimenti anche in ordine allo “Spesometro” obbligatorio, vale a dire all’obbligo della comunicazione trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute (quest’ultime se registrate), previsto dal nuovo articolo 21 del D.L. n. 78/2010 così come sostituito dall’art. 4 del D.L. n.193/2016. Obbligo che per il primo anno di applicazione (2017) sarà semestrale.

In particolare, l’Agenzia precisa che i chiarimenti forniti in ordine allo “Spesometro” opzionale valgono anche per assolvere l’obbligo dello “Spesometro” obbligatorio, e che i contribuenti che utilizzano il Sistema di Interscambio per emettere o ricevere fatture elettroniche, possono evitare di trasmettere i dati delle fatture emesse e ricevute in quanto sono già acquisiti dall’Agenzia delle Entrate.

La circolare, inoltre, indica i soggetti esclusi (in tutto o in parte) dall’obbligo dello “Spesometro”.
Più in particolare sono esonerati:

  1. i contribuenti che si avvalgono del regime speciale per i produttori agricoli situati nelle zone montane6;
  2. i contribuenti “minimi” e quelli in regime forfetario che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità7;
  3. le amministrazioni pubbliche, ma solo con riferimento ai dati delle fatture ricevute; (resta invece obbligatorio l’invio dei dati delle fatture (e relative note di variazione) emesse nei confronti di soggetti diversi dalle PA, sempre che le stesse non siano già state trasmesse tramite il Sistema di Interscambio.

Infine, la circolare chiarisce che, nei casi di operazioni straordinarie (o altre trasformazioni sostanziali soggettive), a seguito delle quali il soggetto dante causa si è estinto, il soggetto avente causa deve trasmettere distinte comunicazioni relative ai:

  • dati delle sue fatture;
  • dati delle fatture del soggetto dante causa estinto, relativi al periodo nel quale ha avuto efficacia l’operazione straordinaria;
  • dati delle fatture relative al periodo precedente l’operazione straordinaria, nel caso in cui il soggetto dante causa non vi abbia autonomamente provveduto poiché i termini per l’invio non erano ancora decorsi.

Note

1. CAE n.1/E del 7 febbraio 2016.
2. Art. 9, comma 1, lett. d) e g) della Legge 11 marzo 2014, n.23.
3. Articolo 1, comma 3, del D.lgs. 5 agosto 2015 n. 127.
4. Provvedimento n.182070 del 28 ottobre 2016 concernente la “Definizione delle informazioni da trasmettere, delle regole e soluzioni tecniche e dei termini per la trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute, per l’esercizio della relativa opzione e per la messa a disposizione delle informazioni ricevute ai sensi dell’articolo 1, commi 2 e 3, del decreto legislativo del 5 agosto 2015, n.127”.
5. Decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244.
6. I produttori agricoltori marginali di cui all'articolo 34, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972, non operanti in zone montane dovranno trasmettere soltanto le autofatture emesse dai propri cessionari, ma non le fatture ricevute per le quali non vi è l’obbligo di registrazione. Si ricorda infine, per completezza, che questi ultimi hanno comunque la possibilità di optare per il regime ordinario IVA, nel qual caso, ovviamente, si applicano gli ordinari obblighi di comunicazione dei dati fattura.
7. Tali contribuenti non annotano le fatture, non addebitano l'IVA a titolo di rivalsa, non detraggono l'IVA sugli acquisti, non liquidano l'imposta, non la versano, e non sono obbligati a presentare la dichiarazione IVA; conseguentemente sono esonerati dall'invio dei dati di tutte le fatture. L’esonero riguarda il contribuente minimo e forfetario e non i suoi clienti o fornitori. Pertanto a titolo di esempio un’impresa che acquista servizi da una impresa o un professionista forfetario o minimo, è tenuta a comunicare i dati della fattura ricevuta, indicando nel campo natura: N2. 

Contatti

Ulteriori chiarimenti e informazioni contattare il Settore Fisco e Diritto d'Impresa, tel. 0258370.267/308, e-mail: fisc@assolombarda.it.

 

 

 

 

 

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