Deduzione di costi non di competenza dell'esercizio - Rimborso della maggiore imposta versata

 

7 maggio 2010

L’Agenzia delle entrate ha fornito, con propria circolare (1), chiarimenti in merito alla gestione delle controversie sorte a seguito della violazione, da parte del contribuente, del principio di competenza fiscale nell’imputazione di componenti negativi di reddito.

In particolare, nell’ipotesi in cui l’amministrazione finanziaria rettifichi i componenti negativi di reddito riconoscendoli di competenza di un periodo d'imposta successivo o precedente rispetto a quello in cui il componente negativo è stato imputato, occorre consentire al contribuente di dedurre i citati componenti negativi nel periodo d’imposta di effettiva competenza.

A tal fine, è riconosciuta al contribuente la facoltà di presentare una dichiarazione integrativa a suo favore (2) ovvero, laddove i termini per la dichiarazione integrativa fossero decaduti, di presentare istanza di rimborso ai sensi dell’art. 38 del DPR 602/73 (3).

In presenza, invece, di un contenzioso, in base a consolidati orientamenti della giurisprudenza della Cassazione (4), il diritto al rimborso di una maggiore somma corrisposta, relativamente ad un periodo d'imposta diverso da quello oggetto dell'accertamento, decorre dal passaggio in giudicato della sentenza che ha stabilito la legittimità della pretesa dell'amministrazione finanziaria. 
In particolare, in caso di omessa impugnazione dell'avviso di accertamento il termine per il rimborso decorre dalla data in cui è diventato definitivo l'accertamento (decorsi, quindi, sessanta giorni dalla sua notifica).
Solo da tale data sorge il diritto del contribuente a dedurre il componente negativo di reddito nel periodo di imposta di effettiva competenza.

La maggiore imposta versata per effetto dell'errata imputazione a periodo può essere chiesta a rimborso entro due anni della sentenza passata in giudicato (oppure dalla data in cui è divenuta definitiva la pretesa dell'amministrazione finanziaria), ai sensi dell’art. 21 del DL  546/92.

Il rimborso della somma indebitamente versata non annulla comunque le sanzioni originariamente irrogate, né gli interessi dovuti.

Riferimenti e collegamenti
1. CAE 4 maggio 2010, n. 23/E.
2. L’art. 2, comma 8-bis del DPR 322/98 consente di presentare una dichiarazione correttiva con esito favorevole al contribuente entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo.
3. L’art. 38, comma 1 del DPR 602/73 prevede che il soggetto che ha effettuato il versamento può presentare istanza di rimborso entro il termine di decadenza di 48 mesi dalla data del versamento stesso, nel caso di errore materiale, duplicazione ed inesistenza totale o parziale dell’obbligo di versamento.
4. Da ultimo Cass. n. 16023 del 2009.

Contatti
Ulteriori informazioni e chiarimenti possono essere richiesti al Settore Diritto d'Impresa e Fisco e all'Area Fiscale e Societaria, tel. 0258370.267/308, fax 0258370334, e-mail fisc@assolombarda.it.

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