Paola Santini, Ricercatrice presso l'Osservatorio Astronomico INAF di Roma

Paola Santini, Ricercatrice presso l'Osservatorio Astronomico INAF di Roma

Vincitrice del premio Giovani Ricercatori Italiani nel 2014

 

Ci può spiegare a grandi linee di cosa si occupa?

Sono astrofisica e studio come si formano le galassie e come evolvono nel tempo. In particolare mi occupo di decifrare i deboli segnali emessi dalle galassie distanti, che ci permettono di guardare indietro nel tempo e osservare com’era l’Universo miliardi di anni fa. Cerco di interpretare la luce emessa da queste galassie per comprendere quali sono i meccanismi fisici alla base della loro evoluzione e come l’Universo è arrivato ad essere quello che osserviamo oggi.

 

Quando era piccola, cosa sognava di fare da grande?

L’architetto o la designer industriale. Il cielo mi ha sempre affascinato, ma non pensavo sarebbe diventata la mia professione, probabilmente non sapevo neanche in che modo potesse esserlo. Poi ho cominciato a studiare fisica al liceo e scoperto che esisteva una branca della fisica che era l’astrofisica, e a quel punto mi sono completamente dimenticata dell’architettura. È stato buffo ricordarmene solo diversi anni dopo.

 

Come è arrivata alla laurea in Fisica, al dottorato di ricerca in Astronomia, e ancora al master di specializzazione in Scienza e Tecnologie Spaziali ? Qual è stato il suo percorso di studi?

Alla laurea in fisica sono arrivata perché univa la mia passione per il cielo a una materia che mi piaceva. Durante l’ultimo anno del mio percorso di studi ho lavorato a stretto contatto con un gruppo di ricerca per la tesi di laurea. Il lavoro mi ha talmente entusiasmato che proseguire con il dottorato è stata quasi una scelta naturale. Qualche anno più tardi mi sono iscritta al master in Scienza e Tecnologie Spaziali per allargare i miei orizzonti e capire cos’altro poteva offrire il mondo spaziale oltre alla ricerca, date le ben note difficoltà in cui versa questo settore nel nostro Paese. È stato molto interessante, ma non ha scalzato la mia passione per il lavoro da ricercatrice.

 

E’ sempre stata portata per le materie STEM? Quando è nata questa sua passione?

Mi sono sempre piaciute le materie scientifiche, ho sempre trovato la matematica divertente.

 

La scuola le aveva fornito un orientamento in questo senso? Le era stato utile?

Il mio liceo ha organizzato una giornata di orientamento per la scelta dell’università. Per me è stato molto utile, perché in quell’occasione ho scoperto che uno dei possibili indirizzi della laurea in fisica era astrofisica. Altrimenti probabilmente non l’avrei scelta.

 

La sua famiglia l’ha sostenuta nella scelta?

Mio padre, da ingegnere, avrebbe preferito che studiassi ingegneria, ma entrambi i miei genitori hanno sostenuto la mia scelta, e continuano a farlo nei momenti di difficoltà.

 

Nel suo percorso di studi o nel mondo del lavoro, ha mai incontrato difficoltà in quanto donna? Ricorda qualche episodio in particolare?

In quanto donna no, non ho mai pensato di subire nessuna discriminazione di genere. Ma le difficoltà sono cominciate quando sono diventata mamma. Come per qualunque lavoro è difficile conciliare l’attività professionale con quella privata. Da un lato la flessibilità di orari agevola moltissimo. Dall’altro però il mio è un mestiere in cui è importante potersi spostare facilmente, e questo con bambini piccoli non è semplice. Soprattutto, è un ambiente dove c’è una fortissima competizione. Purtroppo non sempre le interruzioni di carriera dovute alla nascita dei figli sono opportunamente considerate in fase di valutazione.

 

Quale consiglio si sente di dare alle ragazze che amano le materie STEM e vorrebbero intraprendere questa strada?

Semplicemente di seguire le loro aspirazioni. Di non pensare che la matematica sia roba da uomini, perché cosí non è. L’importante è cercare di fare quello che piace, penso che questo sia qualcosa di impagabile.

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