Altre modifiche IVA. Legge di Stabilità 2016

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La legge di stabilità 2016, oltre a modificare in modo significativo la disciplina IVA contenuta nell’art. 26 del D.P.R. n.633/72, concernente l’emissione di note di credito in caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, del corrispettivo, ha introdotto alcune altre novità IVA che meritano di essere segnalate.

 

In particolare le novità riguardano i seguenti argomenti:
• prestazioni sanitarie, di ricovero e cura, educative, di assistenza sociale e sanitaria rese dalle cooperative sociali e loro consorzi nei confronti di soggetti c.d. “svantaggiati” (anziani, inabili, tossicodipendenti, malati di AIDS, handicappati psicofisici, minori, ecc.);
• cessioni gratuite di beni nei confronti di enti assistenziali e di beneficenza, esenti da IVA, ai sensi dell’art.10, comma 1, n. 12 del D.P.R. n. 633/72;
• aliquota IVA dei prodotti editoriali in formato elettronico;
• marina resort;
• estensione del “reverse charge” ad alcune prestazioni rese dalle imprese consorziate;
• rinvio aumento delle aliquote IVA;
• conferma dell’applicazione dell’aliquota IVA ordinaria alle cessioni di pellet.
Prestazioni di servizi sanitarie, di ricovero e cura, educative, di assistenza sociale e sanitaria rese dalle cooperative sociali e loro consorzi nei confronti di soggetti cd. “svantaggiati” (anziani, inabili, tossicodipendenti, malati di AIDS, handicappati psicofisici, minori, ecc.).
La legge di stabilità (1) ha disposto che sono soggette alla nuova aliquota IVA del 5% (2):
• le prestazioni di servizi di cui ai numeri 18), 19), 20), 21) e 27-ter dell’art.10, comma 1 del D.P.R. n. 633/72;
• rese dalle cooperative sociali e loro consorzi;
• nei confronti dei soggetti c.d. “svantaggiati”, elencati dall’art.10, comma 1, n. 27-ter del D.P.R. n. 633/72: anziani e inabili adulti, tossicodipendenti e malati di AIDS, handicappati psicofisici, minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, persone detenute e donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo.
In particolare le prestazioni soggette all’aliquota IVA del 5% rese dalle cooperative sociali e loro consorzi nei confronti dei soggetti c.d. “svantaggiati” sono le seguenti:
1) prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza (3);
2) prestazioni di ricovero e cura, compresa la somministrazione di medicinali, presidi sanitari e vitto (4);
3) prestazioni educative dell'infanzia e della gioventù e didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l'aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, comprese le prestazioni relative all'alloggio, al vitto e alla fornitura di libri e materiali didattici (5);
4) prestazioni proprie dei brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani e simili, delle colonie marine, montane e campestri e degli alberghi e ostelli per la gioventù di cui alla Legge n. 326/58, comprese le somministrazioni di vitto, indumenti e medicinali, le prestazioni curative e le altre prestazioni accessorie (6);
5) prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in comunità e simili (7).
Riguardo alla decorrenza dell’applicazione della nuova aliquota IVA, viene precisato che il 5% si applica alle operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati, rinnovati o prorogati successivamente al 1° gennaio 2016. Per i contratti in corso a tale data continuano ad essere applicabili le disposizioni previgenti.
Inoltre sono state abrogate le disposizioni che prevedevano:
• l’applicazione dell’aliquota IVA del 4% alle prestazioni sopra elencate (di cui ai numeri 18), 19), 20), 21) e 27-ter dell’art.10, comma 1 del D.P.R. n. 633/72), rese a favore dei  soggetti  c.d. “svantaggiati”, da parte di qualunque tipo di cooperativa e loro consorzio, sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto o di convenzioni (8);
• l’opzione per il regime di esenzione IVA da parte delle cooperative sociali di cui alla Legge n.381/91 (9);
• l’applicazione dell’aliquota IVA del 4% alle prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale ovunque rese, a favore dei  soggetti c.d. “svantaggiati”, rese da qualunque tipo di cooperativa e loro consorzio, sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto e di convenzioni (10).
In ultimo si precisa che per effetto dell’abrogazione della aliquota IVA del 4%, le prestazioni sopra citate effettuate a favore dei soggetti “svantaggiati” da parte di cooperative “non sociali”, sulla base di contratti stipulati, rinnovati o prorogati successivamente al 1° gennaio 2016, sono soggette all’aliquota IVA ordinaria del 22%.
Cessioni gratuite di beni nei confronti di enti assistenziali e di beneficenza, esenti da IVA, ai sensi dell’art.10, comma 1, n. 12 del D.P.R. n. 633/72.
Le cessioni gratuite di beni (tranne quelli estranei all’oggetto dell’attività di impresa, di costo unitario non superiore a 50 euro), ad enti pubblici, associazioni riconosciute o fondazioni aventi esclusivamente finalità di assistenza, beneficenza, educazione, istruzione, studio o ricerca scientifica e alle Onlus, sono operazioni esenti IVA, ai sensi dell’art. 10, n. 12 del D.P.R. 633/72.
Relativamente a tali cessioni gratuite, l’impresa cedente, al fine di vincere le presunzioni di vendita, è tenuta a porre in essere i seguenti adempimenti formali (11), in mancanza dei quali l’operazione si presume a titolo oneroso e come tale soggetta ad IVA:
- inviare agli Uffici delle entrate o in mancanza ai Comandi della Guardia di Finanza, una comunicazione scritta indicante la data, ora e luogo di inizio del trasporto, la destinazione finale dei beni, nonché l’ammontare complessivo sulla base del prezzo di acquisto dei beni ceduti gratuitamente;
- far scortare i beni da documento di trasporto, progressivamente numerato, indicante la natura, quantità, qualità dei beni ceduti gratuitamente e la relativa causale;
- farsi rilasciare dall’ente ricevente dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale quest’ultimo attesta la corrispondenza della natura, qualità, quantità dei beni ricevuti.
La comunicazione agli Uffici dell’Agenzia delle entrate o in mancanza ai Comandi della Guardia di Finanza, (che deve pervenire all’ente destinatario almeno 5 giorni prima rispetto alla data di consegna gratuita dei beni), fino al 31 dicembre 2015 poteva non essere inviata qualora l’ammontare del costo dei beni non fosse superiore a 5.164,57 euro.
Ora dal 1° gennaio 2016, per effetto delle modifica apportata dalla Legge di stabilità (12) il costo dei beni, oltre il quale è obbligatorio inviare la suddetta comunicazione, aumenta da 5.164 a 15.000 euro.
Inoltre viene disposto che tale comunicazione non è mai dovuta, qualora la cessione gratuita abbia per oggetto beni facilmente deperibili.
Cessioni di prodotti editoriali in formato elettronico
Si ricorda che la Legge di stabilità 2015 (13) con decorrenza 1°gennaio 2015 aveva esteso l’aliquota IVA agevolata del 4%, già prevista per i prodotti editoriali in formato cartaceo, ai libri in formato digitale (prodotti editoriali identificati con codice ISBN).
Ora, la legge di stabilità 2016 (14) dal 1°gennaio 2016 estende la medesima aliquota agevolata del 4% (15) anche alle restanti pubblicazioni veicolate tramite supporto elettronico.
Pertanto da tale data non solo i libri identificati con codice ISBN ma anche tutte le restanti pubblicazioni (giornali, riviste, notiziari, quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, e periodici), identificate dal codice ISSN, scontano l’aliquota IVA del 4%, indipendentemente dal fatto che la relativa cessione avvenga tramite supporto fisico o elettronico.
Marina resort
La legge di stabilità (16), modificando l’art. 32, comma 1, del D.L. 12 settembre 2014, n. 133 equipara senza limiti temporali le strutture organizzate per la sosta e il pernottamento di turisti all'interno delle proprie unità da diporto, (ormeggiate nello specchio acqueo appositamente attrezzato: c.d. “marina resort”), alle strutture ricettive turistiche all’aria aperta.
La novità contenuta nella Legge di stabilità 2016 consiste infatti proprio nel rendere permanente tale equiparazione che ante modifica era prevista solo fino al 31 dicembre 2015.
Pertanto le prestazioni di pernottamento di turisti all'interno delle proprie unità da diporto ormeggiate nei porti turistici e darsene (c.d. “marina resort”), anche se fatturate o pagate successivamente al 1° gennaio 2016, continuano ad essere soggette all’aliquota IVA del 10%, alla stesa stregua di quella applicabile nei confronti dei clienti ospiti delle strutture ricettive turistiche di terra.
Estensione del “reverse charge” ad alcune prestazioni rese dalle imprese consorziate
La legge di stabilità 2016 (17) introduce, con decorrenza 1° gennaio 2016, una nuova ipotesi di “reverese charge” per l’assolvimento dell’IVA.
In particolare è stata introdotta al comma 6 dell’art. 17, DPR n. 633/72, la nuova lett. a –quater) che estende il “reverse charge” anche alle prestazioni di servizi rese dalle imprese consorziate nei confronti di un consorzio di appartenenza il quale si è reso aggiudicatario di una commessa (18) nei confronti di un Ente pubblico al quale il consorzio stesso deve fatturare applicando il meccanismo dello “split payment” (19).
Occorre tuttavia precisare che l’efficacia di tale nuova disposizione è subordinata all’autorizzazione da parte dell’Unione europea, ai sensi dell’art. 395 della Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006 (20).
Aliquota IVA ordinaria per le cessioni pellet
In sede di approvazione del testo finale della Legge di stabilità è stata eliminata la disposizione che “riportava” al 10% l’aliquota IVA delle cessioni dei pellet di legno che era stata abrogata con effetto 1° gennaio 2015 dalla Legge di stabilità 2015. Pertanto le cessioni di pellet continuano a scontare l’aliquota IVA ordinaria del 22%.
Rinvio aumento delle aliquote IVA
La legge di stabilità (21) conferma il rinvio dell’aumento delle aliquote IVA che era contenuto nella Legge di stabilità 2015 (22), prevedendo con alcune modifiche:
• l’aumento della aliquota IVA del 10%, al 13%, a decorrere dal 1°gennaio 2017;
• l’aumento dell’aliquota IVA del 22%, al 24% (anziché del 25%) a decorrere dal 1° gennaio 2017 e al 25% (anziché del 25,5%), a decorrere dal 1°gennaio 2018.
Si ricorda anche che tali misure potranno essere sostituite integralmente o in parte da provvedimenti normativi che assicurino, integralmente o in parte, gli stessi effetti positivi sui saldi di finanza pubblica attraverso il conseguimento di maggiori entrate ovvero di risparmi di spesa mediante interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica.
Note
1. Art.1, commi 960, 962 e 963 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208.
2. Parte II-bis della Tabella A, allegata al D.P.R. n. 633/72.
3. Numero 18 dell’art.10, primo comma del D.P.R. n. 633/72.
4. Numero 19 dell’art.10, primo comma del D.P.R. n. 633/72.
5. Numero 20 dell’art.10, primo comma del D.P.R. n. 633/72.
6. Numero 21 dell’art.10, primo comma del D.P.R. n. 633/72.
7. Numero 27-ter dell’art.10, primo comma del D.P.R. n. 633/72.
8. Art. 1, comma 331, primo periodo della Legge Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n.296).
9. Art. 1, comma 331, secondo periodo della Legge Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n.296).
10. Numero 41-bis) della Tabella, Parte II allegata al D.P.R. n. 633/72.
11. Prescritti dall’art. 2, comma 2 del D.P.R. 10 novembre 1999, n. 441.
12. Art. 1, comma 396 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208.
13. Art. 1, comma 667 della Legge 23 dicembre 2014, n.190.
14. Art. 1, comma 637 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208.
15. Di cui al n. 18), Tabella A, Parte II, allegata al D.P.R. n. 633/72
16. Art. 1, comma 365 della Legge 28 dicembre 2015.
17. Art. 1, comma 128 della Legge 28 dicembre 2015.
18. Di cui all’art. 34, D.Lgs. n. 163/2006.
19. Di cui all'art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972.
20. Ciò in quanto tale fattispecie di “reverse charge” non è contemplata dagli artt. 199 e 199-bis della Direttiva 2006/112/CE, che disciplinano le ipotesi in cui gli Stati membri possono applicare il meccanismo dell’inversione contabile, senza la necessità di una preventiva autorizzazione da parte degli organi comunitari.
21. Art. 1, comma 6 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208.
22. Comma 718, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190.

 

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