Tardivi versamenti non superiori a 15 giorni - Sanzioni e ravvedimento

 

21 luglio 2011


Come noto chi non esegue, in tutto o in parte, alle  prescritte scadenze i versamenti in acconto, periodici e a saldo delle imposte è soggetto ad una sanzione amministrativa pari al 30% dell’importo non versato (1). 
La medesima disposizione sanzionatoria (1) disponeva la riduzione della sanzione ad un quindicesimo, per ciascun giorno di ritardo, limitatamente ai versamenti riguardanti crediti assistiti integralmente da forme di garanzia reale o personale previste dalla legge o riconosciute dall’Amministrazione finanziaria effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni.

Ora la manovra correttiva (2) estende la citata riduzione a tutti i  versamenti tardivi di imposta purchè effettuati entro 15 giorni dal termine di scadenza.

Di fatto, per effetto di tale modifica legislativa, per ogni giorno di ritardo, fino al 15°, si applica una sanzione pari al 2%, con la conseguenza che la misura della stessa è differenziata a seconda del giorno in cui è effettuato il versamento (tardivo) dell’imposta.

In sostanza, quindi, l'entità della riduzione diminuisce con l'aumentare dei giorni di ritardo, fino ad azzerarsi nel caso in cui il ritardo sia pari a quindici giorni.
Infatti, per il primo giorno di ritardo la sanzione è pari al 2%, per il secondo al 4%, per il terzo al 6%, per il quarto 8%  e così via, fino al quindicesimo giorno in cui la sanzione corrisponde a quella piena del  30%.

La modifica normativa è entrata in vigore il 6 luglio 2011, tuttavia, per effetto del principio del “favore rei” (3),  in base al quale se la legge in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione e le leggi posteriori stabiliscono sanzioni di entità diversa si applica la legge più favorevole, (salvo che il provvedimento di irrogazione sia divenuto definitivo), la nuova sanzione ridotta si dovrebbe applicare anche per le violazioni commesse prima del 6 luglio 2011.

La modifica legislativa si riflette anche sulla misura della sanzione dovuta in caso di regolarizzazione mediante l’applicazione dell’istituto del ravvedimento operoso (4).

In base a quest’ultimo istituto, è possibile regolarizzare l’omesso o tardivo versamento delle imposte mediante il versamento contestuale:

  • dell’importo dovuto;
  • degli interessi legali, nella misura dell’1,5% annuo rapportati a giorni (5);
  • della sanzione ridotta pari a:
      • 1/10 del minimo se il pagamento è effettuato entro 30 giorni;
      • 1/8 del minimo se il pagamento è effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è commessa la violazione o, se non è prevista la presentazione della dichiarazione, entro un anno dalla commissione della violazione.

Ciò premesso, nel caso in cui il contribuente intenda applicare l’istituto del ravvedimento operoso per sanare un tardivo versamento di imposta entro i 15 giorni dalla commissione di tale violazione , il medesimo potrà usufruire dell’effetto cumulativo della riduzione della sanzione derivante dalla applicazione del ravvedimento operoso a quello derivante dalla applicazione della sanzione ridotta  per il fatto che l’imposta è versata  con un lieve ritardo non superiore a 15 giorni dalla scadenza.

Pertanto se il versamento è effettuato entro 15 giorni dalla scadenza, la riduzione di 1/10 prevista in caso di ravvedimento operoso è applicabile anche alla sanzione riferita a ciascun giorno di ritardo in base alla seguente tabella:

 

Giorno ritardo

Sanzione piena

Sanzione ridotta con ravvedimento

1

2%

0,2%

2

4 %

0,4%

3

6%

0,6%

4

8%

0,8%

5

10%

1%

6

12 %

1,2 %

7

14 %

1,4 %

8

16%

1,6%

9

18%

1,8%

10

20%

2%

11

22%

2,2%

12

24%

2,4%

13

26%

2,6%

14

28%

2,8%

15

30%

3%

A titolo esemplificativo, si consideri un contribuente che versi il 21 settembre 2011 l'IVA relativa al mese di agosto 2011 (con un ritardo, quindi, di 5 giorni).
In tale caso, la sanzione per tardivo versamento, pari a 5 x 2% = 10%, può essere sanata attraverso il ravvedimento operoso mediante il versamento della sanzione ridotto dell'1% (pari a 1/10 della sanzione piena del 10%), nonchè degli interessi rapportati ai giorni di ritardo (dal 17 al 21 settembre).

Da ultimo si ricorda che l’Agenzia delle Entrate con una recente risoluzione (6) ha riconosciuto il perfezionamento del ravvedimento operoso anche qualora il versamento delle somme dovute a tale titolo sia effettuato con modalità “scaglionata”.

In pratica l’Amministrazione finanziaria ha confermato l’impossibilità di rateizzare il versamento delle somme dovute ai fini della regolarizzazione da ravvedimento operoso, ma ha riconosciuto nel contempo la validità del perfezionamento di tale istituto in caso di pagamento frazionato di quanto dovuto all’erario a tale titolo, entro il termine ultimo del ravvedimento e sempre  prima dell’inizio di accessi, ispezioni e verifiche.

Secondo l’Agenzia delle Entrate è necessario distinguere tra “rateazione delle somme da ravvedimento” e “ravvedimento parziale”.
La prima costituisce una modalità di pagamento dilazionato nel tempo che risulta applicabile solo se espressamente prevista dalla norma di legge e pertanto non ammissibile per il ravvedimento  operoso in assenza di previsione normativa al riguardo.

In particolare, l’Agenzia ha precisato che “non è ammissibile che il  ravvedimento della violazione si perfezioni con il versamento della cosiddetta “prima rata” di quanto “complessivamente” dovuto a titolo di imposta, interessi e  sanzioni, e che il contribuente possa, quindi, beneficiare della riduzione complessiva delle sanzioni applicabili anche quando i versamenti delle “rate” successive
siano effettuati oltre i termini ultimi normativamente previsti. Allo stesso modo, deve escludersi che, in caso di  controllo  fiscale  attivato  tra  un versamento e l’altro, il contribuente possa invocare l’avvenuta  definizione integrale della violazione per effetto del versamento  della “prima  rata”.

Con riferimento invece al ravvedimento parziale, l’Agenzia ha riconosciuto il perfezionamento della regolarizzazione qualora il contribuente, entro la scadenza del termine del ravvedimento, provveda al versamento “frazionato” di quanto dovuto a titolo di imposta interessi e sanzione ridotta.
Tale possibilità è comunque consentita fino al riscontro, da parte dell’Ufficio, dell’irregolarità a seguito di un controllo fiscale e in ogni caso fino alla scadenza del termine previsto per il ravvedimento operoso.

A titolo meramente esemplificativo, l’Amministrazione finanziaria riporta l'esempio di un contribuente che non ha effettuato (o ha effettuato in parte) il versamento della  somma  dovuta  a  titolo di secondo acconto IRPEF per  l’anno  d’imposta  2010  (es.: euro 100).
Tale omissione  (sempreché  non  sia  stata  già  constatata), si considera correttamente ravveduta qualora, entro il termine del 30 settembre 2011, il contribuente versi, in due o più soluzioni, la quota  capitale  (es.: euro 20, 40, 30 e 10) correlata di sanzione ed interessi.  Viceversa,  il ravvedimento  non  può  ritenersi   perfezionato, se non limitatamente all’importo versato, qualora il contribuente versi entro il termine del 30 settembre 2011 solo una quota parte (es.: euro 20) con i correlati  sanzioni ed interessi e, successivamente al predetto termine, la restante parte (es.: euro 40, 30 e 10). Ugualmente, la violazione si considera sanata solo in parte se tra un versamento e l’altro  interviene un controllo da parte dell’Amministrazione.


Riferimenti e collegamenti
1. Art. 13, comma 1, del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471.
2. Art. 23, comma 31del D.L. 6 luglio 2011, n. 98 convertito con modificazioni nella Legge 15 luglio 2011, n. 111 pubblicata sulla G.U.16 luglio 2011, n.164.
3. Art. 3, comma 3, D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472.
4. Art. 13, D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472.
5. La misura  degli interessi legali era pari al 1% fino al 31.12.2010.
6. Risoluzione 23 giugno 2011, n. 67/E - cfr sito "Da valutare - Ravvedimento operoso - Possibilità di versamento frazionato" del 27 giugno 2011".


Contatti
Ulteriori informazioni e chiarimenti possono essere richieste al Settore Diritto d'Impresa e Fisco, tel. 0258370.267/308, fax 0258370334, e-mail fisc@assolombarda.it.

 

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