Osservatorio Assolombarda Agenzie per il Lavoro - III trim. 2018

Il ranking delle professionalità nell'area milanese.

Brusco stop della domanda di lavoro in somministrazione
Secondo i numeri forniti dalle Agenzie per il Lavoro, riferiti all’area di Milano, Monza Brianza e Lodi, nel III trimestre del 2018 le richieste di lavoratori in somministrazione registrano una sensibile contrazione (-37%) rispetto al corrispondente trimestre del 2017.
La frenata è stata del tutto inattesa nel mercato del lavoro in somministrazione, caratterizzato da una lunga fase espansiva che durava da fine 2016.

L’effetto, in termini assoluti, è piuttosto significativo: il numero di richieste di lavoratori in somministrazione sulla piazza di Milano, Lodi e Monza e Brianza nel periodo luglio-agosto-settembre 2018 è tornato ai livelli di quattro anni fa.

Il calo è generalizzato
La figura più interessata è sicuramente quella dei tecnici, che registra la variazione più negativa: un -63% che ha riflessi anche di natura strutturale, con un consistente ridimensionamento del peso della categoria sulla domanda totale (dal 21,5% al 14,6%).
Il calo è stato comunque generalizzato a livello di categoria professionale: risulta infatti rilevante anche il calo di domanda di addetti al commercio (-37%), personale non qualificato (-24%) e impiegati esecutivi (-20%), mentre relativamente più contenuta appare la diminuzione delle richieste di operai specializzati (-10%) e conduttori impianti (-7%).
Non si tratta di un fenomeno locale: anche a Brescia l’analoga rilevazione condotta su un tessuto economico diverso, di prevalente natura manifatturiera, la domanda di lavoro in somministrazione nel III trimestre 2018 registra un significativo -26%.

Le nuove regole introducono vincoli e generano incertezza
Quali i motivi di questa brusca inversione di tendenza?
Esistono concreti elementi per individuarli nel cosiddetto “Decreto Dignità”, che ha completamente cambiato il sistema di regole relativo alla somministrazione a termine, estendendo la nuova normativa sul contratto a termine anche alle agenzie.
I cambiamenti più rilevanti che possono aver influito sul calo consistente nell’utilizzo della somministrazione sono, in particolare:

  • le causali: dopo i primi dodici mesi di rapporto diventa necessario apporre una delle causali previste dalla legge (è l’azienda utilizzatrice a doverle fornire all’agenzia). 
  • i costi: la norma ha introdotto un contributo addizionale per il contratto a termine che opera per ogni rinnovo e rende il lavoro somministrato più costoso.
  • i limiti quantitativi: la riforma ha introdotto un limite quantitativo del 30% come massima percentuale di contratti a termine e in somministrazione (di cui il 20% è potenzialmente rappresentato dai contratti a termine).
  • le incertezze interpretative: alcuni passaggi del decreto si prestano ad interpretazioni differenti e lasciano un certo margine di discrezionalità nel caso di contenzioso.

Inoltre il calo dell’utilizzo può essere spiegato sia con l’oggettiva difficoltà a far rientrare scelte aziendali, magari programmate da tempo, nei nuovi limiti di legge, sia in una generale diffidenza generata dalla mancanza di chiarezza delle norme e dalla varietà delle interpretazioni.