Lavoro a Milano – n.12 2017 (ediz. 2018)

Rapporto annuale di Assolombarda-CGIL-CISL-UIL che analizza la realtà economico-produttiva milanese, monzese e lodigiana al fine di fornire indicazioni utili a stimolare l'azione delle istituzioni

Cos’è “Il lavoro a Milano”

E’ disponibile “Il lavoro a Milano”, rapporto sulla realtà economico-produttiva milanese prodotto annualmente da Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, CGIL, CISL e UIL al fine di fornire indicazioni utili a stimolare l’azione delle istituzioni. Il rapporto contiene un lettura condivisa dei dati (di fonte esterna, ma anche originali) che descrivono le caratteristiche della forza lavoro e delle imprese del territorio. Lo studio pone a confronto l'area, costituita dalla città metropolitana di Milano e dalle province di Monza Brianza e Lodi, con Italia, Lombardia e gli altri motori d'Europa: Bayern, Baden-Württemberg, Rhône-Alpes e Cataluña,

Il Rapporto raccoglie gli ultimi aggiornamenti disponibili - che generalmente arrivano al 2017 - ma anche la serie storica degli ultimi anni.

I risultati in sintesi

  1. Nel 2017 il mercato del lavoro lombardo si è rafforzato. Gli occupati sono 125 mila in più rispetto al 2008 e anche il tasso di occupazione è tornato a superare quello precedente la crisi. Nell’ultimo anno è cresciuta in particolare l’occupazione a tempo determinato: la quota di dipendenti lombardi a tempo indeterminato è scesa nel 2017 sotto a “quota 90%”.
  2. Nonostante segnali positivi dal fronte disoccupazione giovanile (con un calo di ben 7 punti della disoccupazione giovanile e la percentuale di Neet scesa dal 15,0% al 14,2%) permane uno squilibrio generazionale, con 505 mila occupati under 45 in meno a fronte di 631 mila occupati over 45 in più.
  3. Dopo 5 anni si ferma il trend decrescente del numero di infortuni, che nel 2016 sono rimasti ai livelli del 2015 e nel 2017 – sulla scorta dei preconsuntivi mensili – registrano un incremento del 2,2%, ridotto allo 0,9% al netto dell’aumento del numero di occupati. 
  4. Quanto alla formazione, stando ai dati sulla certificazione regionale delle competenze pare aver efficacemente assecondato il processo di diffusione di Industria 4.0 - quantomeno nel nostro territorio - ed essere aumentato l’investimento sul rafforzamento delle competenze richieste dalle nuove frontiere tecnologiche. La formazione finanziata nell’ambito degli Avvisi di Sistema di Fondimpresa si è concentrata sulle funzioni tecniche e direttive, privilegiando l’aggiornamento sulle nuove tecniche di gestione dei processi rispetto alla formazione di carattere più operativo sulle modalità di utilizzo di macchinari e impianti avanzati.